HOME PAGE CAMERE FOTOGALLERY ITINERARI CARTINA HOTEL CONTATTI
TERRE DEI SAVOIA E SALUZZESE

TERRE DEI SAVOIA E SALUZZESE

Programma di viaggio: 4 giorni – 3 notti


Venerdì


Mattino: visita della parte bassa di Saluzzo e tempo dedicato allo shopping.
Pomeriggio: visita al Castello di Racconigi Residenza Sabauda fino al 1946, conserva al suo interno una collezione di circa 1700 dipinti raffiguranti membri della dinastia dei Savoia in un arco di tempo che va dalla fine del ‘500 ai primi del ‘900. Un primo rifacimento del Castello fu voluto da Emanuele di Savoia – Carignano nel 1600; i lavori furono successivamente ripresi nel 1755 e nel 1834 Carlo Alberto dispose l’ampliamento dell’edificio con l’aggiunta di due ali. All’interno sono da ammirare: Il Salone di Diana, Il Salone di Ercole e il Salone di Rappresentanza. I mobili e gli arredi, salvo qualche rara eccezione, sono tutti dell’epoca di Carlo Alberto I, con alcuni pezzi del ‘600. Il grande parco è anche visitabile con un comodo trenino.

Sabato


Mattino: visita al Museo Egizio di Torino Il Museo Egizio di Torino è tra i primi ad affermarsi come grande raccolta di antichità egizie, cui si affiancano negli anni seguenti le collezioni egizie del Louvre di Parigi, del British Museum di Londra, di Berlino, di Leida, di Bruxelles, di Vienna. Lo costituiscono oltre 8000 oggetti con grandi statue, papiri, stele, sarcofaghi e mummie, oggetti di bronzo, amuleti e monili, oggetti della vita quotidiana. La collezione è caratterizzata da documenti eccezionali, espressione dell' arte, delle tradizioni religiose e funerarie e della vita quotidiana. Simbolo della raccolta è la statua del faraone Ramesse II, considerata uno dei capolavori della scultura egizia dal decifratore dei geroglifici, Jean- François Champollion, che soggiornò a Torino per lo studio delle antichità acquisite dal Drovetti e che ne redasse il primo catalogo. Oltre tre secoli di storia hanno reso il Museo Egizio di Torino una delle collezioni egizie più importanti con documenti eccezionali per la ricerca egittologica e con antichità così numerose e varie da fornire un quadro della civiltà egizia dalle origini (IV millennio a.C.) al V- VI sec. d.C. L'esposizione è articolata su tre piani e la visita ai settori più importanti della collezione non è inferiore a 2 ore. Un progetto di ampliamento degli spazi espositivi e di riordino della collezione è in corso per adeguare il Museo al pubblico futuro con maggiori servizi informativi e didattici.
oppure: visita al Palazzo Reale di Torino Nel 1563, Emanuele Filiberto trasferisce la capitale a Torino, fortifica la città e realizza la propria residenza, nel Palazzo del Vescovo, presso il Duomo. Nel 1584, Carlo Emanuele I chiama Ascanio Vittozzi e gli affida la costruzione di un nuovo palazzo, rivolto verso l'attuale Palazzo Madama. La facciata è in bugnato a diamante come in molti palazzi romani. Durante la reggenza di Cristina di Francia, il cantiere è diretto da Carlo di Castellamonte e quindi da Carlo Morello, che modifica la facciata, avvia la costruzione del Padiglione per l'ostensione della Sindone e definisce la "piazzetta Reale", poi chiusa verso il 1830 dalla cancellata del Palagi. La decorazione degli interni e l'arredamento, realizzati da artigiani ed artisti provenienti da varie parti seguono un preciso programma, dettato dal retore di corte Emanuele Tesauro, per esaltare le virtù del sovrano. Verso la fine del Seicento il Palazzo viene raffigurato nel Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis sul limite del settore nord est della città, omogeneamente costruita seguendo gli allineamenti del castrum romano. Negli anni 1667-1668 Vittorio Amedeo II incarica il Guarini di portare a termine la cappella della Sindone, che, con preciso intento simbolico è strettamente collegata con la manica ovest del Palazzo. Per lo stesso motivo il pittore Daniel Seiter, celebra il sovrano con affresco della volta della Galleria "del Daniel" e collabora con i "minusieri" (falegnami) e gli stuccatori che rinnovano profondamente l'apparato decorativo. In questi anni viene anche dato inizio alla sistemazione del giardino affacciato sul Bastion Verde, che sarà più volte trasformato nei secoli successivi. Nel 1713, i Savoia diventano re e il Palazzo, che deve ospitare rinnovate funzioni amministrative, viene ampliato con Segreterie, Uffici, Teatro Regio, Archivi di Stato. Se ne occupa Filippo Juvarra, che portò la luce ed i colori della sua Sicilia in molti palazzi realizzati in Piemonte. Tra le più curiose realizzazioni da citare la Scala delle Forbici, a rampe sdoppiate, e il Gabinetto Cinese, che rappresenta il nuovo gusto per l'esotismo.

Pomeriggio: visita alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. La Palazzina di Caccia di Stupinigi, arricchita dal parco e da grandi terreni circostanti, fu costruita su progetto di Juvarra come complesso di straordinaria originalità e arditezza, cui contribuirono numerosi architetti (Alfieri, Prunotto, Bo). È sede del Museo di Arte e Ammobiliamento che ospita mobili, dipinti e oggetti di grandissima qualità provenienti sia dagli arredi originari della Palazzina, sia da altre Residenze sabaude. È anche sede di mostre temporanee.

Domenica

Mattina: visita all’ Abbazia di Staffarda.
A nove chilometri da Saluzzo sulla strada per Pinerolo si trova l’Abbazia di Staffarda, fondata il 25 luglio 1135 da Manfredo I del Vasto (primo Signore di Saluzzo). L’Abbazia, centro della congregazione dei cistercensi si sviluppò enormemente nel XII e XIII sec. come centro agricolo, sede di fiere e mercati. Nel 1690 l’Abbazia fu teatro dei sanguinosi scontri tra le truppe del generale francese Catinat e gli austro-piemontesi guidati da Vittorio Amedeo I. Dal 1750 l’ Abbazia è passata in proprietà all’Ordine Mauriziano di Torino.
La chiesa, iniziata nel 1150, ampia, di belle forme, slanciata tra il romanico e il gotico, venne terminata nel 1210. Verso il 1507 venne restaurata e riconsacrata; a questo periodo risalgono gli affreschi della facciata, la collocazione del coro su di un rialzo, il pulpito e il bellissimo complesso di sculture lignee dipinte.
Il chiostro adiacente alla Chiesa fu il centro della vita monastica, su cui si affacciavano gli edifici spartiti secondo la divisione dei monaci capitolari ( monaci osservanti la regola) e conversi (monaci laici, più dediti ai lavori manuali). Tali edifici vennero in gran parte distrutti durante la Battaglia di Staffarda del 1690. Dal Chiostro si accedeva, oltre ai refettori ed ai dormitori, anche all’orto, al cimitero, all’ospedale, alla “sala calda” per i lavori invernali ed alla biblioteca.
La volta del mercato coperto poggia su larghi pilastri che hanno anche la funzione di basamento. E’ la testimonianza dell’attività lavorativa e commerciale dei monaci di Staffarda.

Pomeriggio: visita al Castello della Manta e Lagnasco.
A 4 km da Saluzzo si erge maestoso sulla collina il Castello della Manta, di origine medioevale, celebre per gli affreschi gotici ottimamente conservati nella Sala Baronale, con il soggetto dei nove Prodi e delle nove Eroine tratte dal poema epico-cavalleresco “Le Chevalier Errant”, scritto dal Marchese Tommaso III di Saluzzo e sulla parete contrapposta, il soggetto della “Fontana della Giovinezza”, alla quale si apprestano frettolosamente imperatori, regine, vescovi, che dopo aver riacquistato il vigore dei tempi passati, ritornano alle loro dimore in un festoso corteo. Sulla via del ritorno breve deviazione a Lagnasco con visita al castello originario del 1100. La costruzione è a corte chiusa, difeso ai lati da poderose torri quadrate. Internamente nelle maniche est ed ovest è possibile ammirare un ciclo pittorico rinascimentale di notevole importanza.

Lunedì: visita alla valle Po Partenza al mattino per la salita nella Valle Po dominata dal maestoso profilo del Monviso. La vallata è un suggestivo rincorrersi di quadri alpini: fioriture primaverili, deliziosi villaggi dalle rustiche architetture con le caratteristiche case dai tetti di pietra ed i balconi in legno. Visita di Revello e successivo proseguimento per Crissolo, luogo di villeggiatura in una verde conca. Nel pomeriggio proseguimento per il Pian del re, dove tradizionalmente si trovano le sorgenti del fiume Po. Il luogo è un punto di partenza per belle escursioni ai rifugi alpini ed anche, proseguendo a piedi su un sentiero per ½ ora si incontra il lago di Fiorenza, spledido specchio d'acqua a 2113 metri di altitudine. Il Po nasce a pian del Re (mt. 2020) nei pressi del Monviso. Per il primo tratto è un torrente montano che scende rapidamente a valle; il fiume esce dalla Valle Po a Revello ed attraversa l’alta pianura lento, formando anse e meandri. Alcuni di questi, in particolare tra Carmagnola e Carignano, costituiscono l’habitat ideale per particolari specie di fauna. Nei pressi di Casalgrasso il Po riceve il contributo dell’affluente Maira e, sotto Polonghera, le acque del Varaita. La Regione ha istituito ben 18 aeree protette nella fascia fluviale del Po del Piemonte per tutelare e conservare le caratteristiche naturali, paesaggistiche e storiche, difendere il patrimonio naturale costituito dalle acque del Po e tutelare altresì la flora e la fauna presenti sul territorio.

<<< TORNA ALL'ELENCO DEGLI ITINERARI
AGRITURISMO CAMISASSI    -   Via Torino, 75 – 12037 SALUZZO (CN)P.IVA 02707360042
Tel. 0175.249673   Fax 0175.240556     e-mail info@agriturismocamisassi.it
ENGLISH ENTREE ITALIANO