Le Dimore dei Savoia ed il Saluzzese

LE DIMORE DEI SAVOIA E SALUZZESE: Un breve soggiorno per riscoprire la Torino dei Savoia e prima capitale d’Italia, il Saluzzese e la Valle del Monviso

Programma di viaggio: 4 giorni – 3 notti

1° giorno: visita alla città di Saluzzo – vedi programma “Weekend nel Marchesato di Saluzzo”

Visita al Castello di Racconigi Residenza estiva dei Savoia fino al 1946. Fondato intorno all’XI secolo come casa-forte nella Marca di Torino, il castello di Racconigi passò successivamente ai marchesi di Saluzzo e poi ai Savoia.  Un primo rifacimento del Castello fu voluto da Emanuele di Savoia – Carignano nel 1600; i lavori furono successivamente ripresi nel 1755 e nel 1834 Carlo Alberto dispose l’ampliamento dell’edificio con l’aggiunta di due ali. All’interno sono da ammirare: Il Salone di Diana, Il Salone di Ercole e il Salone di Rappresentanza. I mobili e gli arredi sono dell’epoca di Carlo Alberto I, con alcuni pezzi del ‘600. Merita una visita il grande parco e le serre.

2° giorno: giornata intera dedicata alla visita di Torino, prima capitale dell’ Italia unita.

Visita al Museo Egizio dove si trovano oltre 8000 oggetti con grandi statue, papiri, stele, sarcofaghi e mummie. Simbolo della raccolta è la statua del faraone Ramesse II, considerata uno dei capolavori della scultura egizia. Oltre tre secoli di storia hanno reso il Museo Egizio di Torino una delle collezioni più importanti per la ricerca della civiltà egizia dalle origini (IV millennio a.C.) al V- VI sec. d.C. L’esposizione è articolata su tre piani e la visita ai settori più importanti della collezione non è inferiore a 2 ore.

Visita al Palazzo Reale di Torino. Nel 1563, Emanuele Filiberto trasferisce la capitale a Torino, fortifica la città e realizza la propria residenza, nel Palazzo del Vescovo, presso il Duomo. Nel 1584, Carlo Emanuele I chiama Ascanio Vittozzi e gli affida la costruzione di un nuovo palazzo, rivolto verso l’attuale Palazzo Madama. Negli anni 1667-1668 Vittorio Amedeo II incarica il Guarini di portare a termine la cappella della Sindone, che è collegata con la manica ovest del Palazzo Reale. Nel 1713, i Savoia diventano re e il Palazzo, che deve ospitare rinnovate funzioni amministrative, viene ampliato con Segreterie, Uffici, Teatro Regio, Archivi di Stato. Se ne occupa Filippo Juvarra, che portò la luce ed i colori della sua Sicilia in molti palazzi realizzati in Piemonte. Tra le più curiose realizzazioni da citare la Scala delle Forbici, a rampe sdoppiate, e il Gabinetto Cinese. Visita alla Reggia di Venaria, una delle Residenze Sabaude facente parte del patrimonio UNESCO. Sorta a metà Seicento come residenza di caccia di Carlo Emanuele II, la sua ideazione fu affidata ad Amedeo di Castellamonte, che fece del centrale Salone di Diana uno snodo ideale fra palazzo e giardini. Vittorio Amedeo II chiamò a lavorarvi prima Garove e poi Juvarra, che vi costruì alcuni dei suoi capolavori: la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto e il complesso costituito dalla Scuderia Grande e dalla Citroniera. In seguito Benedetto Alfieri vi realizzò il Rondò con le statue delle Stagioni. Dopo un lungo restauro, la Reggia con il suo affascinante percorso di visita, è oggi sede di grandi mostre e concerti

3° giorno: Visita all’ Abbazia di Staffarda. Si trova a pochi km da Saluzzo e fu fondata il 25 luglio 1135 da Manfredo I del Vasto (primo Signore di Saluzzo). L’Abbazia, centro della congregazione dei cistercensi si sviluppò enormemente nel XII e XIII sec. come centro agricolo, sede di fiere e mercati. Nel 1690 l’Abbazia fu teatro dei sanguinosi scontri tra le truppe del generale francese Catinat e gli austro-piemontesi guidati da Vittorio Amedeo I. La chiesa, iniziata nel 1150, ampia, di belle forme, slanciata tra il romanico e il gotico, venne terminata nel 1210. Il chiostro adiacente alla Chiesa fu il centro della vita monastica, su cui si affacciavano gli edifici spartiti secondo la divisione dei monaci capitolari (monaci osservanti la regola) e conversi (monaci laici, più dediti ai lavori manuali). Tali edifici vennero in gran parte distrutti durante la Battaglia di Staffarda del 1690. Dal Chiostro si accedeva, oltre ai refettori ed ai dormitori, anche all’orto, al cimitero, all’ospedale, alla “sala calda” per i lavori invernali ed alla biblioteca. Il mercato coperto che si trova all’ esterno del chiostro, è la testimonianza dell’attività lavorativa e commerciale dei monaci di Staffarda.

Visita al Castello di Manta e Lagnasco. Il Castello della Manta, proprietà Fai, è celebre per gli affreschi gotici ottimamente conservati nella Sala Baronale, con il soggetto dei nove Prodi e delle nove Eroine tratte dal poema epico-cavalleresco “Le Chevalier Errant”, scritto dal Marchese Tommaso III di Saluzzo e, sulla parete contrapposta, il soggetto della “Fontana della Giovinezza”, alla quale si apprestano frettolosamente imperatori, regine, vescovi.

Visita del castello di Lagnasco originario del 1100 e appartenuto alla famiglia Tapparelli D’ Azeglio. La costruzione è a corte chiusa, difeso ai lati da poderose torri quadrate. Internamente nelle maniche est ed ovest è possibile ammirare un ciclo pittorico rinascimentale di notevole importanza.

4° giorno: La giornata è dedicata alla visita di una vallata alpina a scelta.

La valle Po che conduce fino alle sorgenti del fiume più lungo d’ Italia e permette la visita della Cappella marchionale e della Collegiata di Revello.

La valle Varaita che attraverso il Colle dell’Agnello permette la discesa in Francia e lungo la valle sono da visitare le chiese di Rossana e Sampeyre.

La valle Maira raggiungibile anche attraverso il colle di Sampeyre e il paese di Elva dove si trova la chiesa affrescata da Hans Clemer.

Gli appassionati di camminate alpine trovano in ciascuna valle una grande varietà di escursioni a piedi – vedi programma “Escursionismo estivo e sport invernali”.

 

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